Il Gargano

Terra di fede, di mare e di natura al limitare della distesa del Tavoliere delle Puglie, il Gargano si presenta come un autentico mondo a sé. E’ uno sperone roccioso caratterizzato dal carsismo, area naturale da sempre isolata dagli influssi esterni, tanto da farne la subregione italiana con il primato della biodiversità; il Gargano costituisce uno scrigno di ricchezze storiche, naturali, artistiche e turistiche capaci di rendere completa qualsiasi esperienza di visita.

Lambendo le coste, si può godere dell’accoglienza e della vita caratteristica delle città di mare; ci si può addentrare nel rigoglire di una natura protetta dall’istituzione del Parco Nazionale; si possono imboccare le strade percorse per millenni dai pellegrini che giungevano in questa terra lungo i percorsi che da Santiago de Compostela portavano al Santo Sepolcro e alla Terra Santa, passando per Roma. Tutto questo e molto altro ancora è il Gargano, una terra capace di conciliare la sua storia millenaria con un presente in cui il patrimonio naturale e l’eredità storica e religiosa convivono con una sempre più matura ricettività turistica.

Le Città di mare

MANFREDONIA città di mare posizionata alle pendici dei monti garganici e adagiata sull’omonimo golfo, è una grossa cittadina fondata nel 1256 dal re svevo Manfredi, per accogliere gli abitanti della vicina Sipontum antica città di origine dauna, poi colonia romana divenuta inabitabile per il progressivo impaludamento e per il terremoto del 1223. Manfredonia offre al visitatore numerose attrattve storiche e culturali tra le quali la Cattedrale, costruita nel 1680 per volere dell’arcivescovo Orsini poi papa Benedetto XIII dopo il saccheggio della città e la distruzione del precedente duomo gotico da parte dei turchi.

Poco distante si trova la chiesa di S. Domenico, di fondazione angioina, di cui conserva la facciata e alla quale è annessa la Cappella della Maddalena, con affreschi trecenteschi. Ancora, il visitatore potrà ammirare l’imponente Castello, di fondazione sveva, ma terminato dagli Angioini e dagli Aragonesi, che attualmente ospita il Museo Archeologico Nazionale del Gargano. Nel museo sono esposte, fra altri reperti, le “Stele Daunie” lastre tombali in pietra calcarea rinvenute nella piana di Siponto, che testimoniano la presenza dell’antico popolo dei Dauni, stanziatosi nella zona verso il X secolo a.C.. Poco distante da Manfredonia sorge Siponto, oggi nota località balneare. Dell’antica Sipontum non resta che la Basilica S. Maria Maggiore di Siponto, cattedrale della città e tra i più importanti edifici romanico-orientali della Puglia. Sulla strada statale 89, che collega Foggia a Manfredonia, a pochi chilometri dall’abitato sipontino, si può visitare il convento di S. Leonardo di Siponto (XI-XII sec.) con l’omonima chiesa, conosciuto per il ricchissimo portale istoriato di fattura romanica e per il fenomeno del solstizio d’estate: il sole, attraverso il “foro gnomonico”, un rosoncino aperto nel soffitto della navata maggiore, proietta un suggestivo fascio di luce all’interno della navata soltanto una volta l’anno.

MATTINATA, bella cittadina coronata da una giogaia di monti, si libra come una farfalla su due collinette. Il paese ha una forma circolare che si distende fino al mare con una ridente e vasta pianura ricca di vegetazione molto varia. Caratteristica di Mattinata è la sua spiaggia, costituita da ciottoli arrotondati e policromi. Il litorale è di rara bellezza: tavolati rocciosi slittanti di sbieco o colanti a picco sul mare, grotte marine tra cui la “Campana”, chiamata anche il Pantheon garganico e la suggestiva Baia delle Zagare, nota per i caratteristici faraglioni.

Importanti reperti archeologici, testimonianti forse i resti dell’antica Matinum, sono stati rinvenuti sulla sommità di Monte Saraceno, a 3 Km dal centro abitato; gli scavi hanno portato alla luce una necropoli con oltre 400 tombe, databili tra il VII e il VI secolo a.C., i cui corredi tombali sono oggi custoditi nel Museo Civico di Mattinata. Una visita merita, anche, la collezione archeologica ed etnografica dallo “speziale”, dr. Matteo Sansone, presso l’omonima farmacia, che ha raccolto oltre 4000 reperti di storia garganica. Da visitare inoltre i ruderi dell’Abbazia benedettina della SS.Trinità sul Monte Sacro.

 VIESTE, importante centro turistico del Gargano, è tra le città più antiche della Daunia. Gli storici, che la identificano con l’antica Apeneste (anche se in zona si scorgono i resti di un’altra antica città, Merinum),ne datano il primo nucleo all’epoca romana, periodo in cui in onore della dea Vesta prese l’attuale nome.

Due visite interessanti sono quelle al Museo Civico, che raccoglie alcuni corredi funerari rinvenuti nella vicina necropoli di San Salvatore, databili tra il IV e il I secolo a.C., ed al Museo malacologico, che raccoglie 11.500 esemplari, provenienti da ogni mare del nostro pianeta. Nella parte più alta del paese vi è il Castello, risalente al periodo normanno svevo, ma forse di origini più remote; poco distante sorge la Cattedrale, uno dei più antichi esempi di architettura pugliese dell’XI secolo, mentre, nel cuore del centro storico di Vieste si trova la “chiang amer” (ossia pietra amara): la tradizione popolare vuole che nel 1554 durante il saccheggio di Dragut Rais, ammiraglio della flotta ottomana di Maometto II, gli inabili e i vecchi che non potevano essere trasportati e venduti come schiavi furono uccisi su di una roccia che successivamente prese il nome di “chiang amer”.

Il litorale nei dintorni di Vieste è ricco di splendide spiagge dalla sabbia dorata e di anfratti rocciosi, interessanti non solo per il fascino naturalistico, ma anche per le testimonianze storiche che conservano gelosamente. Dall’alta parete di roccia, immediatamente a sud del centro abitato, si apre la spiaggia del castello, oltre la quale si trova il faraglione di Pizzomunno, monolito bianco alto 26 metri attorno al quale si racconta una struggente leggenda: secondo il mito, Pizzomunno era un giovane pescatore che si innamorò di una ragazza, uccisa dalle sirene gelose. Il dolore per la perdita dell’amata fu talmente intenso da pietrificare il povero giovane che ogni cento anni, in una notte di luna piena, riacquista le sembianze umane per tornare ad amare la sua diletta fino all’alba.

 PESCHICI dall’alto di un promontorio (90 mt. s.l.m.), sporge sul mare dominando la spiaggia sottostante. Nel cuore di questo piccolo ma caratteristico borgo sorge il Castello (un torrione del XVII sec.), che limita la parte vecchia dell’abitato da quella nuova. La visita del centro (che deve essere necessariamente fatta a piedi) consente di ammirare scorci panoramici in un dedalo di viuzze e in un groviglio di casette dal caratteristico tetto a cupola di origine orientale. Da vedere è anche la chiesa dedicata al Santo Patrono, Sant’ Elia, a cui la comunità Peschiciana è devota in seguito all’intercessione del Santo nel liberare i terreni coltivati da una terribile invasione di cavallette. Da Peschici la strada scende verso il mare con brevi tornanti, offrendo la visione delle sue coste alte, maestose, alternate a distese di spiagge dorate che scendono dolci nel mare azzurro, costellate di centri turistici e ville ammantate di boschi di pini odorosi. Il tratto costiero che da Peschici va verso Vieste è caratterizzato dalla presenza di numerosi trabucchi, suggestive strutture lignee adibite alla pesca. È possibile ammirare anche varie torrette di avvistamento, presenti su tutto il litorale pugliese, che gli Aragonesi fecero realizzare per difendere le coste dall’ attacco dei Turchi. Un particolare cenno merita il complesso benedettino di Santa Maria di Calena (IX sec.) al cui interno si trovano ancora la chiesa, il refettorio e il dormitorio dei monaci; altro edificio di culto mariano, a soli due chilometri da Peschici, è la chiesa della Madonna di Loreto, edificata tra il XVI ed il XVII secolo nel luogo in cui, secondo la tradizione, la Vergine apparve ad un gruppo di marinai travolti dalla burrasca.

 RODI GARGANICO, cittadina appollaiata su di un piccolo promontorio della costa settentrionale, è circondata da agrumeti nascosti alla vista da folti canneti ma rivelati dall’intenso odore delle zagare. Fondata dai Cretesi (vi si stanziarono in seguito i Greci), era racchiusa da imponenti mura, di cui restano ancora tracce, ma l’interessante patrimonio storico è quasi del tutto legato alle vicende religiose. Il delizioso centro storico, caratterizzato da stretti vicoli, scale e piccoli giardini accoglie le chiese di San Nicola di Mira, di stile bizantino, e quella di San Pietro, risalente al 1200, che conserva alcune statue del XVI secolo. Il porto costituisce un punto di raccolta per i turisti che vogliono visitare le isole Tremiti infatti vi fa scalo il traghetto diretto alle isole.

VICO DEL GARGANO che si estende dal verde della Foresta Umbra all’azzurro del mare, con le spiagge di San Menaio e Calenella, è un pittoresco borgo il cui nucleo più antico è il “rione Civita”. E’ caratterizzato da strade e stradine ed è degno di nota per la presenza del Castello di impianto federiciano riedificato nel ‘300, di cui resta un torrione cilindrico e alcuni ambienti voltati a crociera ogivale, e di un antico frantoio atto alla molitura delle olive. Per combattere i cattivi raccolti di agrumi rovinati dai rigori invernali, nel 1618 i vichesi chiesero ed ottennero dal papa di cambiare patrono, sostituendo San Valentino a San Norberto; i festeggiamenti di quest’ultimo cadevano infatti in giugno e rendevano impossibile chiedergli grazie e favori durante i mesi freddi. Ancora oggi, dal 9 al 15 febbraio, i festeggiamenti portano in processione l’effigie di San Valentino ornata di arance, clementine e limoni. Questi agrumi, se donati alla persona amata, si trasformano in filtro d’amore, da consumare nel Vico del Bacio, galeotto luogo d’incontro largo appena 50 cm.