A
partire dagli anni sessanta, gli scavi archeologici hanno portato alla
luce testimonianze
dell’epoca romana quali: l’anfiteatro, il foro, i resti della
basilica, le botteghe, i templi, il mercato circolare, che conserva ancora
oggi delicati affreschi. I materiali provenienti da Herdoniae sono esposti
nel Museo Civico di Foggia. A pochi chilometri da Ordona, percorrendo
la statale 16, si incontra l’abitato di Cerignola,
cuore della Puglia agricola, come testimoniato dall’esistenza nel
centro della cittadina del Piano delle Fosse, vasta piazza
al di sotto della quale sono ubicati i silos granari, usati sin dall’epoca
primitiva per la conservazione del frumento. All’importante tradizione
agricola sono dedicati il Museo del grano e il Museo
Etnografico. Cerignola è anche nota per il suo Duomo,
edificato in età moderna con forme goticheggianti, visibile da
lontano per la sua alta cupola ottagonale. Poco distante dal centro abitato
sorge il complesso di Torre Alemanna, unico possedimento
in Capitanata di età medievale, oltre all’abbazia di San
Leonardo di Siponto, appartenuto all’Ordine dei Cavalieri Teutonici.Proseguendo verso la costa, si incontrano gli abitati di San Ferdinando di Puglia, centro agricolo fondato a metà Ottocento da Ferdinando II di Borbone e Trinitapoli dove, in uno splendido palazzo settecentesco, ha sede il Museo Civico Archeologico con i reperti del Parco Archeologico degli Ipogei. Da Trinitapoli è facilmente raggiungibile Margherita di Savoia, stazione balneare e termale famosa per le sue saline, note non solo per la produzione di sale ma anche perché vi nidificano numerosi uccelli acquatici fra cui il famoso fenicottero rosa. Le saline esistono da tempi remoti e si sono formate a seguito dell’impaludamento della laguna che esisteva nella zona: su quelle sponde sorgeva la città di Salapia, antica colonia romana probabilmente costruita nel I sec. a. C., le cui rovine sono oggi visitabili e facilmente raggiungibili sia da Margherita che da Zapponeta, altro piccolo centro balneare. Le saline aumentarono ancora la propria estensione nel secolo scorso quando venne completamente bonificato il Lago Salpi. Da questo risanamento furono risparmiate le zone umide nei pressi della foce del Candelaro, a sud di Siponto, oggi oasi naturalistiche del Parco Nazionale del Gargano: la palude Frattarolo e l’Oasi LIPU di Lago Salso. A nord di Foggia troviamo San Severo il centro più popoloso del Tavoliere dopo il capoluogo. La sua zona è abitata fin dal Paleolitico ma è nel Medioevo che San Severo si sviluppa maggiormente; oggi è un importante centro agricolo-industriale e commerciale, famoso per i suoi vini. Da visitare: il santuario della Madonna del Soccorso in stile barocco, la Cattedrale dedicata all’Assunta, edificata nel XI sec. e rimaneggiata in epoca barocca, e la chiesa di San Severino, che nel fianco destro ha ancora la facciata romanica risalente al XII sec. con i leoni stilofori ed il rosone. Da San Severo si possono raggiungere altri centri del Tavoliere: Torremaggiore, con il suo Palazzo Ducale cinquecentesco e a pochi chilometri i ruderi di Castel Fiorentino antico maniero, molto amato da Federico II, luogo dove l’Imperatore morì; San Paolo di Civitate, costruito sul paese di Civitate (di cui restano i ruderi della Cattedrale appena fuori paese) e non lontano dal sito romano di Teanum Apulum; Serracapriola, con un massiccio Castello medioevale e la bella chiesa seicentesca di Santa Maria in Silvis; Chieuti, piccolo centro sorto sulle rovine della città Italica di Cliternia, con la stazione balneare di Marina di Chieuti, prossima alle coste del Molise. Nel mese di aprile a Chieuti, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di San Giorgio, si corre la cavalcata dei buoi. Discussa corsa i cui preparativi coinvolgono durante l’arco di tutto l’anno l’intero paese diviso in partiti (le contrade). Un carro molto pesante, carico di rami di lauro, viene trainato da quattro coppie di buoi, lungo un percorso di quattro chilometri e mezzo. La folla corre insieme ai carri, mentre un gruppo di uomini a cavallo pungolano i buoi con lunghi bastoni. Al vincitore della corsa viene consegnato un cappellino colorato e il tarallo: una treccia di caciocavallo di circa ottanta chili con le gesta di San Giorgio. Se da San Severo si prosegue verso il Gargano, si incontra a pochi chilometri Apricena, grosso centro agricolo di origine medioevale famoso per il suo marmo. Qui si possono visitare il Palazzo baronale, edificato nel 1658 incorporando i ruderi del castello di Federico II, e i resti della Parrocchiale medievale di S. Martino. Da Apricena ci si può addentrare nel Gargano e scegliere di raggiungere velocemente i luoghi costieri con la statale a scorrimento veloce; o ancora, a soli 10 km, si può visitare Poggio Imperiale, centro sorto appena nella seconda metà del ‘700 per volere del principe Placido Imperiale, a cui la cittadina deve il nome. Poggio Imperiale ha una festa molto caratteristica che si svolge nei primi di agosto: in quell’occasione, la piazza del paese, simile ad una scacchiera, diventa il tavolo da gioco di una singolare “dama vivente”. |