I MONUMENTI

Il primo monumento che si incontra arrivando a Maglie da nord è la colonna che sorregge la statua della madonna delle Grazie posta davanti all'omonima chiesa. Sono entrambe seicentesche, come il campanile della chiesa matrice.
La Chiesa Madonna delle Grazie, chiamata anticamente della Congregazione, presenta una facciata sobria su cui si apre un portale barocco attribuibile a Giulio Cesare Penna il vecchio, sormontato da una statua della Madonna col Bambino alla cui base un cartiglio reca la data di esecuzione: 1648.
L'interno si sviluppa a navata unica e l'invaso si configura a planimetria squadrangolare. Le pareti sono arricchite da tele raffiguranti i 12 apostoli. Di ignoto frescante sono le pitturazioni sulla volta raffiguranti un concerto angelico in lode della Vergine e la cacciata dall'Eden di Adamo ed Eva.
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Il Campanile è alto circa 48 metri, in pietra leccese, a cinque piani di cui i primi quattro a sezione quadrata composti architettonicamente negli ordini dorico, ionico, corinzio e tuscanico e l'ultimo ottagonale con il cupolino maiolicato con una croce sommitale. Riprende quasi pedissequamente quello del Duomo di Lecce realizzato dallo Zimbalo.

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Nella piazza centrale (Aldo Moro), il palazzo ducale che fu dei Capece. Nella stessa piazza il bel monumento marmoreo, opera dello scultore Bortone, raffigurante Francesca Capece, ultima della famiglia (morta nel 1849) che donò il suo palazzo ed il suo patrimonio all'educazione religiosa e culturale della gioventù.


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Sempre in Centro (Via San Giuseppe), la casa natale di Aldo Moro a pochi passi dall'omonima piazza.

 

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Il Duomo o chiesa della Collegiata

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Il Duomo o chiesa della Collegiata è la chiesa principale della città e mantiene la denominazione alla greca di Chiesa Grande. Sorge sullo stesso luogo di due precedenti matrici rispettivamente del XVI e XIV secolo. Sebbene i documenti disponibili non permettono di indicare nè il progettista nè gli anni di costruzione, attraverso comparazioni stilistiche, è possibile fissare la costruzione nella seconda metà del 700 e attribuire il progetto all'Arch. Felice De Palma di Alessano.
Di un grazioso barocchetto, sviluppa piani di facciata in morbido chiaroscuro seguendo l'andamento della strada. L'interno a croce latina presenta tre ampie navate volate alla leccese e impostate su solidi pilastri. Emergono per la loro qualità plastica i due attori della testata del transetto e il Maggiore. Tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfano e dipinti a marmo. Il maggiore è sormontato dalla statua della Madonna della Misericordia e ai capialtari da quelle degli apostoli Pietro e Paolo. Nel prebisterio il coro ligneo di 80 stalli, opera tardo settecentesca.
Nel braccio destro del transetto la cappella del Sacramento rivestita di marmi policromi, opera del marmoraro napoletano Domenico D'Aloia. Sulle pareti laterali due ovali dipinti da Oronzo Tiso e sugli altari del transetto tele del napoletano Pietro Bardellino e del ruffanese Saverio Lillo.