La Grecìa Salentina

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A sud-est di Lecce si distribuiscono nove paesi accomunati da un'origine ellenica e dalla sopravvivenza di un dialetto greco o griko; costituiscono un'isola linguistico-culturale convenzionalmente indicata come Grecìa salentina.

Attualmente è costituita dai comuni di Calimera, Martano, Martignano, Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Soleto, Sternatia, Zollino.

calimera.jpg (8895 bytes)Calimera (in greco "buon giorno"), pur rappresentando il "capoluogo" dei comuni ellenofoni, conserva poche testimonianze delle sue origini e del rito greco: resti di vie antiche, di una necropoli, di neviere nel bosco molto ridotto; la chiesetta bizantina della Madonna di Costantinopoli con un affresco del 1603; la cappella del Crocefisso con volte affrescate e un Crocefisso ligneo; la cappella di S. Biagio con un frantoio ipogeo. Nei giardini pubblici una stele attica del IV secolo a.C., donata dalla città di Atene, raffigurante in un bassorilievo il "saluto di Patroclia", testimonia un dono di amicizia e radici comuni. Nei pressi si trova la Chiesa Parrocchiale (1689). Nella cappella extraurbana di San Vito — aperta soltanto il lunedì dell'Angelo, giorno di pasquetta — vi è un monolite come se sorgesse dal pavimento. È un grosso spezzone di roccia a forma di corona e, quindi, con un grosso foro al centro. Per ottenere i benefici divini, uomini e donne devono attraversarlo e tutti, di diversa corporatura, vi riescono. È il "foro sacro dell'amore" vincolato alla cerimonia propiziatrice della fecondità. Sulla serra tra Calimera e Martano sopravvive la "Specchia del diavolo" (secla tu demonìu); secondo la leggenda, nasconderebbe un tesoro formato da una chioccia e dodici pulcini d'oro, ma custodito dal demonio; per impossessarsene bisogna riuscire a far prendere la comunione ad una capra! Un aspetto più scientifico è offerto dal "Museo Civico di Storia Naturale", importante per la raccolta ornitologica, malacologica e di fossili, ma pure perché è un centro di cura degli animali feriti e di studio per le tartarughe. Le caratteristiche dell'antica terra (centro storico) di Martano e la toponomastica richiamano la chora bizantina, originariamente cinta da torri difensive e dal castello con un ampio fossato ripetutamente modificato, sì da apparire più che altro un palazzo marchesale.  Tra i vari Palazzi nobiliari ed edifici sacri, si segnalano: la Chiesa Matrice dedicata all'Assunta (patrona, festeggiata il 15 agosto), rinascimentale e modificata nel '700; la cappella del Carmine (XVIII sec.); la cappella dell'Immacolata (XVII sec.). Si consiglia di passeggiare lungo la via Catumerea per ammirare stupendi esempi di "case a corte" e di soffermarsi dinanzi alla cappella della Madonna degli Angeli (1699-1721), nel Cimitero, con portale di gusto zimbalesco. Ad un chilometro circa da Martano, in contrada Liori, sorge il monastero di S. Maria della Consolazione (1685) dei monaci benedettini-cistercensi di Casamari, rinomato per la confezione di liquori e infusi di erbe: tra cui il noto amaro di San Bernardo e la Goccia Imperiale preparata rispettando un'antica ricetta del '700.

Un tempo la popolazione di Martignano utilizzava l'acqua per usi domestici attingendola dai "pozzi di San Pantaleone" (patrono, festeggiato il 27 luglio); ve ne erano almeno 60, indicati in griko come "ta frèata" e in dialetto come "puzzieddhi", pozzi o pozzelle, situati in aperta campagna. Da vedere inoltre: la Chiesa Matrice, rinascimentale nella struttura originaria con interventi databili fino al 1694; Palazzo Palmieri con un frantoio-ipogeo e l'attigua cappella di S. Giovanni Battista (1621) interamente affrescata; la cappella della Conella (fine '500); la cappella del "Mentovano" (1696).

melpignano.jpg (12248 bytes)Tra le più suggestive piazze popolari del Salento è quella di Melpignano, dedicata a S. Giorgio (patrono, festeggiato il 23 aprile), insolito esempio di struttura porticata realizzata appositamente per ospitare un rinomato e fiorente mercato settimanale (fine '500) di commercianti leccesi, baresi e perfino napoletani. Oltre alla vendita di manufatti in seta, lana, canapa, cotone, si contattavano oli, vini e formaggi locali. Sulla piazza si affaccia la Chiesa Parrocchiale dedicata al citato Santo, già del 1440 e ricostruita nel '700, con ricchi altari all'interno e numerose statue in cartapesta.. Certamente il complesso artistico più rilevante è rappresentato dall'ex Convento degli Agostiniani (1573-1662) con l'annessa Chiesa del Carmine (1656 - ristrutturata nel 1750).

A Castrignano dei Greci si possono vedere: le pozzelle tuttora in buono stato di conservazione; la cripta di S. Onofrio, basiliana; il Castello baronale, più volte rimaneggiato; la Chiesa Matrice dedicata all'Annunziata (1878); la Chiesa dell'Immacolata (1650); la Chiesa della Madonna dell'Arcona (1731).corigliano.jpg (12389 bytes)

Sulla cima di una collina sorge Corigliano d'Otranto, con un passato glorioso celebrato nel castello che fronteggiò l'attacco dei Turchi (1480), quando apparteneva alla famiglia marchesale dei Delli Monti. A pianta quadrata con torri circolari ai quattro angoli, contornato da un profondo fossato, il maniero risale al 1465, risistemato nel 1505 e completato nel 1534. Si segnalano inoltre: la Chiesa Parrocchiale (XVI sec.); il cinquecentesco Palazzo Comi; la Cappella della Madonna degli Angeli (XVI sec.) e l'Arco dei Lucchetti, in pietra intagliata a fitti ornati, d'ispirazione bizantina, musulmana e classica, su cui è incisa l'invocazione: "ano dni 1497 hode de laudu dona gracia in casa de cola robi", Anno del Signore 1497 - O Dio dall'alto dona la grazia in casa di Nicola Robi.

Soleto, già centro messapico come attestano i ritrovamenti della cinta muraria insieme a tombe, corredi ed iscrizioni varie, fu importante sede vescovile al tempo degli imperatori orientali. Il borgo antico (Corà) ha mantenuto l'originario impianto medioevale caratterizzato da vie strettissime disposte ortogonalmente, su cui si affacciano case gentilizie rinascimentali, portali di palazzi barocchi arricchiti da stemmi e da decorazioni di insolita eleganza.  Si segnalano: la Chiesa di S. Maria delle Grazie barocca (1601-1609); la Chiesa del Purgatorio o delle Anime; la Chiesa di S. Nicola (1655-1688) con l'attiguo convento; la trecentesca Chiesa di S. Stefano dal prospetto a cuspide slanciata sormontato da un campanile a ventola, uno dei luoghi di culto privilegiati della comunità italo-greca di Soleto.  Il monumento più celebre è la guglia, fatta innalzare da Raimondello Orsini del Balzo nel 1397. soleto.jpg (10633 bytes)L'originalità e la raffigurazione artistica della guglia conducono necessariamente, ma erroneamente, a parlare del soletano Matteo Tafuri, considerato lo stregone del paese, al quale la fantasia del popolo lega la realizzazione del monumento quale frutto della sua magia. Ma è un errore perché il Tafuri nacque più tardi, nel 1492, e morì nel 1584. Addossata alla guglia è la Chiesa Parrocchiale dedicata all'Assunta (XVIII sec.), al cui interno si segnalano il pulpito in legno ed un'acquasantiera tardo-romanica.

Sternatia viene tuttora indicata dai suoi abitanti convenzionalmente Chora (e ciò indica che qui vi sono un gran numero di ellenofoni), identificata col borgo antico dove si trovano: la Chiesa Matrice dedicata a S. Giorgio (patrono, festeggiato il 22 agosto) del XVIII secolo; il Convento dei Domenicani (XVIII sec.), sede del Comune; alcuni trappeti ipogei, altre chiese e cappelle; il grandioso Palazzo Granafei, ricostruito sul distrutto castello fortificato su progetto di F. Milizia e rimaneggiato nel XIX secolo. In Piazza Umberto I si trova la colonna monolitica, sormontata da un capitello ricco di elementi scultorei; insolitamente sulla croce è scolpito il Crocifisso.

Zollino è un paese avaro di storia e di monumenti: la Chiesa di S. Anna (XVII sec.); la Parrocchiale (1630), dedicata a S. Antonio da Padova (patrono - festeggiato il 13 giugno); la colonna votiva in piazza S. Pietro; il menhir nei pressi della stazione ferroviaria.