I dintorni di Maglie

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Nell'ampio territorio salentino, considerato come area di produzione e di commercio di pregiati materiali litici quali la pietra leccese, vi è una zona dove gli affioramenti di roccia calcarea continuano a favorire la principale attività economica del luogo. Il paese di Cursi rappresenta il fulcro della citata area; dalle numerose cave ubicate nel suo territorio si estrae una pietra che si distingue per un colore giallo-grigiastro, una maggiore durezza e resistenza, volgarmente denominata "petra te Cursi".

Superata Bagnolo del Salento, dov'è tuttora diffusa la lavorazione del giunco e della canna palustre con cui si realizza una vasta gamma di cesti e panieri, si giunge a Cannole, centro a vocazione agricola con la propensione alle sagre. La più conosciuta è la "sagra te la moniceddhra" (10-12 agosto), lumache di campagna col guscio di colore marrone come il saio dei monaci, preparate secondo ricette tradizionali.

Di Palmariggi è rinomato il Santuario della Madonna di Montevergine (XVIII sec.), costruito, in seguito ad un evento miracoloso, sopra una cripta dov'è custodito l'affresco con l'immagine della Vergine.

Attraverso una campagna contrassegnata da insoliti muretti a secco composti da blocchi di pietra si arriva a Muro Leccese, di antichissima origine, testimoniata dalla cinta muraria — ritenuta l'esempio più bello di architettura militare messapica, sotto la quale è stato ritrovato un insediamento dell'Età del Ferro — nonché da quattro menhir disseminati nella campagna e da una serie di grotte-sepolcro scavate nella roccia.  La cappella di S. Marina è uno dei pochi esempi di architettura altomedievale nel Salento.  Due le colonne votive: quella di "Crocepinta", nello slargo omonimo, è del 1668, a forma ottagonale; ha il capitello sormontato da una pigna in cui è inserita la croce trifogliata. La colonna dei Protonobilissimo, nella piazza principale, fu eretta nel 1607, ha il fusto rastremato verso l'alto, sormontato da un capitello corinzio. Nella Piazza del Popolo sorge: la Chiesa Matrice, dedicata all'Annunziata (1680-93). Di fronte è la Chiesa dell'Immacolata Concezione (1778-87). Chiude un lato della vasta e scenografica piazza il Palazzo Protonobilissimo cinquecentesco, rimaneggiato nei secoli successivi. Altri monumenti: la chiesa e il convento dei Domenicani (1562); la chiesa del Crocifisso di Bronzo (1573-1613.

Segue Sanarica col barocco Santuario della Madonna omonima, il cinquecentesco Palazzo ducale e la chiesetta extraurbana di S. Lasi, scavata nella roccia.

Superato il paese di Nociglia si giunge a Scorrano che, oltre a qualche menhir, conserva caratteristici edifici tardo-rinascimentali e barocchi, la seicentesca Parrocchiale, le settecentesche chiese degli Agostiniani, dei Cappuccini e della Madonna della Luce, insieme al Palazzo ducale dei Guarini.

Centro di produzione di ceramiche artigianali è Ruffano, con un interessante centro storico strutturato attorno alla Rocca e caratterizzato da una via che unisce i due principali nuclei urbani e sulla quale si affacciano le dimore storiche dell'originaria nobiltà locale. Si segnalano: la Chiesa Matrice (XVIII sec.) per gli altari e per le tele del pittore locale Saverio Lillo e, tra i palazzi, quello Brancaccio (1626) con la grandiosa loggia.

Nella vicina frazione di Torrepaduli, presso il Santuario di S. Rocco, la notte tra il 15 e il 16 agosto, al ritmo martellante di tamburelli, "ronde" di duellanti mimano con le dita delle mani un'arcaica "danza delle spade" o "dei coltelli" e tentano di colpire l'avversario. Questi duelli rusticani che hanno reso famosa la località più che la fiera dell'artigianato, sono la trasposizione di lontane lotte contro i continui invasori, le guerre, la miseria e il dolore in genere.

Carpignano Salentino, noto per la cripta delle Sante Cristina e Marina (X sec.), particolarmente importante non soltanto perché gli affreschi sono datati, ma per la presenza di una tomba ad arcosolio che chiarisce la funzione di analoghe chiese-cripte disseminate nel territorio salentino, realizzate da un privato per uso funerario. Fuori dell'abitato di Carpignano si trova il Santuario di S. Maria della Grotta, sorto in seguito ad un fatto ritenuto miracoloso e sopra una cripta in cui si conserva un affresco della Vergine. Adiacente è una torre colombaia. Nel mese di settembre a Carpignano si svolge una simpatica "festa del vino" che si distribuisce abbondantemente e gratuitamente ai partecipanti.

 L'etimo di origine greca (Kutra, creta) indica Cutrofiano come il paese dei figuli per la millenaria attività di lavorare la terracotta. Se ne può avere un'idea visitando numerose botteghe artigianali e la "mostra-mercato" in svolgimento nei primi giorni di agosto. Il territorio di Cutrofiano, situato sulla Serra di S. Eleuterio è interessato da numerosi inghiottitoi naturali ed anche da frantoi ipogei che connotano l'antica produzione olearia. Uno sguardo attento va rivolto al borgo antico ed al suo tessuto urbano, caratterizzato sia da abitazioni di tipo vagamente orientale sia da architetture civili (settecentesche) di una certa raffinatezza artistica espressa nei portali, nei balconi mensolati, nelle finestre vaporose di motivi decorativi. Si ricordano, tra i tanti, i palazzi Vinella (nell'omonima corte), Scrimieri, Bardoscia-Lubelli, Tanza ecc.

galatina.jpg (8902 bytes)Galatina custodisce modelli di pregevole interesse artistico: la Chiesa di S. Caterina d'Alessandria (con l'annesso convento), singolare compromesso architettonico tra lo schema gotico italiano e quello romanico locale. La chiesa soprattutto è la testimonianza più celebre della fastosa corte feudale presente a Galatina (e pure a Soleto) tra la fine del XIV e la metà del XV secolo, animata dagli Orsini del Balzo, una delle più potenti famiglie del vasto Regno di Napoli. Insieme all'annesso convento francescano attesta l'azione condotta dagli ordini mendicanti per sradicare la cultura greca, suffragati dai feudatari vicini alla Chiesa di Roma. Specialmente gli affreschi interni (1416-1437) sono considerati un unicum nel capitolo dell'arte italiana Tra le altre chiese: la Chiesa Matrice o Collegiata (XVII sec. più volte rimaneggiata), dedicata ai SS. Pietro e Paolo che i galatinesi festeggiano il 29 giugno; la chiesa del Carmine (1720-24) col pregevole presepe scolpito da Mauro Manieri intorno al 1736. A Galatina vi è il Museo Civico "Pietro Cavoti" (agibile in parte e con difficoltà), istituito nel 1936 dal letterato-patriota-pittore a cui è intitolato e del quale raccoglie documentazione grafica e pittorica insieme alle opere di due altri artisti: Gioacchino Toma (1836-91), pittore, e Gaetano Martinez (1892-1951), oriundi della cittadina.

Lungo la strada di rientro si può sostare a: Galugnano per il Palazzo Dellanos e la Chiesa dell'Annunziata (1665) eseguita da Giuseppe Zimbalo; S. Donato per la sontuosa Chiesa Matrice e il Palazzo Marchesale (entrambi del XVI sec.); Caprarica di Lecce, situata in un territorio coltivato prevalentemente a oliveti, albero richiamato nello stemma civico; Castrì per i menhir "della Luce" e "Croce"; il Palazzo Guarino d'impronta cinquecentesca; la Parrocchiale dedicata a S. Maria della Visitazione; la borrominiana Chiesa di S. Vito (patrono, festeggiato il 15 giugno) e, nei pressi del Cimitero, la piccola Chiesa della Madonna delle Grazie con l'altare maggiore magistralmente intagliato (1652) da Gio. Donato Chiarello da Copertino.