Leverano è un attivo centro agricolo produttore di uva da tavola e di ottimo vino a DOC. Insieme al vino si producono ormai tanti fiori che stanno sostituendo le colture tradizionali e Leverano si avvia rapidamente ai livelli produttivi della Liguria. I leveranesi sono devoti di S. Rocco (16 agosto), protettore degli appestati; nei periodi di lunga siccità gli si dedicava una processione suggestiva che si concludeva miracolosamente con una benefica pioggia.![]()
Copertino, ricco centro agricolo e vitivinicolo (dell'omonimo vino nelle qualità rosato, rosso e rosso riserva), fu dato in dote da Maria d'Enghien alla figlia Caterina quando sposò nel 1419 Tristano Chiaromonte (Clairmont). Nel centro storico si ammira la Chiesa Madre dedicata a S. Maria ad Nives (Madonna delle Nevi), fondata nel 1088. Il campanile (1588-1603), maestoso, è di Giov. Maria Tarantino da Nardò. Imponente il Castello (1540), coi bastioni e il fossato. È considerato il maniero meglio conservato dell'intera regione. Altre testimonianze artistiche: l'Arco dei Pappi, nel vicolo omonimo, del XIII secolo, finemente intagliato nella pietra leccese; la chiesa conventuale di Santa Chiara (ricos. XVII sec.
Nardò è il centro più popoloso, dopo il capoluogo, della provincia ed il suo territorio è uno dei più vasti. Il cuore della cittadina è Piazza Salandra, una delle più belle del Salento, circondata da edifici barocchi con civettuole logge e bizzarri balconi. La completano la Guglia dell'Immacolata (1769), innalzata in segno di ringraziamento per i limitati pericoli provocati dal terremoto del 1743; la Chiesa di S. Trifone, il Palazzo di Città e il Sedile, già sede del Magistrato di città sormontato al centro dalla statua di S. Gregorio Armeno, protettore di Nardò, e, ai lati, dalle statue dei comprotettori S. Michele Arcangelo e S. Antonio da Padova. Tra le numerose chiese, si segnala la Cattedrale, dedicata alla Vergine Assunta, di origini antichissime, ma modificata nel corso dei secoli; attualmente la facciata è quella eseguita nel 1725. Altre opere interessanti sono: la Chiesa dell'Immacolata (1580), la Chiesa della Madonna della Rosa e l'Incoronata (lungo la strada per Gallipoli). A metà strada tra Nardò e le marine di S. Maria al Bagno e S. Caterina sorge una ridente località,
Le Cenate, cosiddetta o per la qualità di un'uva asprigna, "acenatu", che qui trovava terreno fertile, oppure per le cene che venivano consumate nelle raffinate e fastose ville tuttora esistenti. Di queste si segnalano le più interessanti: Villa De Benedittis, già Personé (1920), tipica per il gusto moresco e per le due scalinate scenografiche terminanti con un palchetto in muratura; Villa del Vescovo, voluta da Mons. Petrucelli (1755) e ripresa da Mons. Lettieri (1838), dai caratteri barocchi e neoclassici; Villa Caputi, ottocentesca, più che altro un imponente palazzo; Villa Leuzzi (1884) col tetto spiovente di tegole rosse che taglia orizzontalmente la facciata superiore.
A Galatone il monumento più interessante è la Chiesa del SS. Crocifisso (1621-1675), crollata nel 1687 e ricostruita da Fra' Niccolò da Lequile. Altri monumenti: la Chiesa di S. Sebastiano, cinquecentesca, col portale retto da due leoni stilofori (ormai deteriorati); all'interno altari particolarmente articolati (XVIII sec.). Attiguo alla citata chiesa l'ex Convento dei Domenicani, attualmente Municipio. Nel Palazzo principesco fu impiantato, verso il 1845, il primo stabilimento oleario della provincia di Lecce Lungo la fascia costiera del comune di Galatone si eleva una collinetta carsica, denominata eufemisticamente "Montagna Spaccata", separata drasticamente dalla litoranea S. Maria al Bagno-Gallipoli.