Calimera

Calimera è un comune della provincia di Lecce in Puglia.
Sorge nel Salento centrale e dista 16 km dal capoluogo provinciale. Appartiene alla storica regione della Grecìa Salentina, un’isola linguistica di nove comuni in cui si parla un antico idioma di origine greca, il griko.
È probabile che l’attuale centro urbano sia sorto nei pressi di un insediamento risalente all’XI secolo, al centro di un’area archeologica che mostra frequentazioni dal II al XV secolo d.C.  A testimoniare quanto detto, rimangono le tracce di un insediamento medievale (tombe, fosse frumentarie, grotte, tracciati viarii).

Tra i monumenti di interesse storico e culturale vanno segnalate numerose chiese, tra cui ricordiamo, la chiesa Madre, dedicata al protettore, San Brizio, la chiesa di San Biagio e la chiesa di San Vito.

I giardini pubblici raccontano le vicende dell’etnia dalle due lingue e dell’impegno al recupero di un’identità sociale che, con la modernizzazione, ha rischiato di scomparire totalmente.
Tra i busti di Vito Domenico Palumbo, del De Santis e del Gabrieli, spicca la Stele marmorea del IV secolo a.C., donata dalla città di Atene a Calimera nel 1960.
La Stele è in puro marmo attico e proviene dal Museo nazionale di Atene. La Stele, di fattura perfetta, con un bassorilievo rappresentante il Saluto di Patroclia, è sormontata da una palmetta ed è ornata di fiori simboleggianti la serenità rassegnata della morte. È uno dei migliori esemplari di monumenti funebri conosciuti: per la sua perfetta armonia incanta chi la guarda anche se il bassorilievo centrale è un po’ corroso dal tempo e il fusto, rotto trasversalmente, è saldato. È sistemata in un’edicola in pietra viva di Soleto, sul cui timpano è inciso “Zeni sù en ise ettù ‘sti Kalimera”, “Straniera tu non sei qui a Calimera”.

Nei dintorni di Calimera si trovano numerosi monumenti megalitici, fra cui i dolmen, monumenti sepolcrali costituiti da tre o più lastre conficcate nel suolo e sormontate da un’altra lastra di dimensioni maggiori, poggiante sulle prime. A 3 km dal paese, sulla strada che porta a Melendugno, addentrato di un chilometro sulla destra tra gli ulivi, si trova il famoso Dolmen Placa, scoperto da Cosimo De Giorgi.

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