Palagiano

Palagiano è un comune della provincia di Taranto, in Puglia. È denominata anche “Città delle Clementine”, per i suoi agrumi.
Palagiano è sempre stata considerata una cittadina con una collocazione geografica strategica, situata com’è all’inizio della piena penetrazione verso l’area urbana del capoluogo e al crocevia di smistamento delle direttrici stradali verso la Basilicata, Calabria e il Nord Italia. Proprio come sviluppo storico dell’antica presenza romana della via Appia, tanto da rimanere coinvolto in tutto quello che accadeva intorno.

Tra i monumenti di interesse storico e culturale ricordiamo la chiesa Matrice, la chiesa dell’Immacolata, la chiesetta rupestre di Santa Maria di Lenne. Tra gli altri il Palazzo Baronale (detto castello), situato nella zona centrale della città, nei pressi del Municipio. Si presenta con forma quadrangolare in stile barocco pugliese poggiato su fondazioni molto antiche.
Diverse Necropoli e tombe sono state rinvenute in varie contrade le più significative sono: la Tomba a fossa scavata nel tufo con qualche frammento di pietra tenera Naistros, che sormontava la sepoltura e oggetti da corredo, tra cui uno specchio bronzeo,monile di argilla dorata, fibule di bronzo e ceramica apula. Nella lama di Lenne all’altezza del ponte vi è un piccolo insediamento medievale dove sono state ritrovate tombe corredi e manufatti di argilla del V secolo a.C. Fino ai primi anni 70 vi era un torre con le saline, poi abbattuta perché fatiscente.

Il comune jonico di Palagiano presenta nel suo aspetto morfologico molte lame. Le lame si identificano come ampi e profondi solchi carsici, vie fluviali naturali. Alcune lame si conservano ancora con un buono stato vegetativo, altre lame sono state bonificate e con la riforma agraria dove ora si possono vedere distese di agrumeti.

Lungo tutto il litorale jonico tarantino, vi è un’area protetta la Riserva naturale Stornara più conosciuta come la “Pineta dell’Appia. Si tratta di una riserva biogenetica protetta dallo Stato e dalla regione Puglia. Essa si estende per 7 km sulla fascia costiera jonica, e il suo nome deriva dal ricco movimento di storni migratori.

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