Sava

Sava è un comune della provincia di Taranto, in Puglia. Situata nell’entroterra salentino, dista circa 11 km dal mar Ionio, ed è nota principalmente per la produzione di vino primitivo e di olio d’oliva.
Sebbene non vi siano documenti che comprovino le origini del borgo di Sava, la maggioranza degli storici locali concorda nel ritenere che la sua fondazione risalga al XV secolo. Lo storico P. Coco ha tuttavia congetturato un’origine più antica, avvalorata da un documento con il quale il re Alfonso II di Napoli accordava il permesso alla vendita dei casali di Pasano, Aliano, Albaro e Saba impiegando più volte il termine “disabitati” che lascia intendere come essi fossero stati in precedenza abitati.
C’è chi sostiene che il toponimo risalga a “Saba”, facendo riferimento ad una leggendaria famiglia patrizia romana, e c’è ancora chi sostiene la derivazione da “Sabua”, che in lingua latina indicherebbe la roccia arenaria diffusa nel territorio oppure fosso.

Tra i monumenti di interesse storico e culturale ricordiamo la chiesa madre, il Convento di San Francesco, la chiesa dell’Immacolata Vecchia. Il limitone dei Greci è un lunghissimo muro di confine tra il territorio magno-greco e quello messapico, che ha suscitato grande interesse a studiosi, storici e archeologi e i cui resti sono ben conservati e visibili nelle adiacenze della contrada di Pasano. Pare che lo stesso santuario di Pasano sorga sulle rovine di un antico luogo di culto pagano, mentre nella contrada di Aliano (che è uno degli altri insediamenti importanti della storia di Sava) esistono a tutt’oggi tracce di templi dedicati a Demetra e Dioniso. Il palazzo Baronale, oggi sede del municipo, fu costruito nel cinquecento.

In occasione della festa patronale di san Giovanni Battista, che cade il 24 giugno, si tengono diverse manifestazioni spaziano dalla musica all’arte e alla cultura, con varie mostre e incontri (“Giugno savese”). Sempre in giugno si dà inizio al tradizionale torneo di san Giovanni.

Più recente è l’iniziativa natalizia ossia il Presepe Vivente presso il frantoio ipogeo di Palazzo Corrado.

 

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