Trinitapoli

Trinitapoli è un comune della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia.
Nel dialetto locale, sopravvive l’antico nome di “Casale” e i cittadini vengono chiamati piuttosto “Casalini” che Trinitapolesi. Le notevoli trasformazioni di carattere socio-economico avutesi nel Sette-Ottocento, come il processo di particolarizzazione fondiaria, il passaggio dalla pastorizia alla cerealicoltura e da questa alla viticoltura, determinarono una crescita demografica ed urbanistica che fece ritenere non più appropriato il nome di Casale; pertanto, nel 1863 si ottenne dal re d’Italia Vittorio Emanuele II di poter mutare il nome di Casaltrinità in quello di Trinitapoli.

Tra i monumenti di interesse storico e culturale ricordiamo chiesa di Santo Stefano, di stampo neoclassico, la chiesa della Madonna di Loreto, la Chiesa della Trinità. Alla fine degli anni settanta, nel territorio comunale fu casualmente rinvenuta l’importante Tavola di Trinitapoli, contenente la pubblicazione di un atto normativo indirizzato da Valentiniano I a Sesto Claudio Petronio Probo, prefetto del pretorio. Il testo dell’epigrafe, quasi distrutto dalle manomissioni successive al ritrovamento, è stato in seguito recuperato per buona parte, rivelando un importante documento giuridico. L’epigrafe, un tempo affissa nella casa comunale, è ora custodita presso il locale Museo civico di Trinitapoli.
Degno di nota è anche il parco archeologico degli ipogei di Trinitapoli, un sito archeologico che raccoglie testimonianze importanti dell’età del bronzo.

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