Grotta Scaloria, Manfredonia

Scoperta occasionalmente nel 1931, venne indagata più compiutamente nel 1967 evidenziando una cavità più profonda con uno scenario di grande suggestione che fa pensare in particolare ad un utilizzo legato ad un rituale religioso, in onore di una divinità delle acqua. Contenitori di ceramica dipinta sono stati rinvenuti collocati su tronconi di stalagmiti spezzate e con all’interno stalattiti concrezionate per lo stillicidio delle acque ricadenti dalla volta.

Il culto, praticato attorno alla metà del IV millennio a.C., prevedeva anche la raccolta delle acque in una vaschetta rettangolare tagliata nella roccia. A questa preziosa testimonianza è legato un senso di magia accresciuto dalla probabilità che nella grotta si consumassero anche pasti rituali.

Contestualmente alla frequentazione dell’area bassa della grotta per scopi cultuali, la parte alta risulta utilizzata come necropoli, come attestano i numerosi rinvenimenti di ossa e due sepolture, a fossa semplice con scheletro in posizione contratta e collettiva, con resti di individui di diverse età e sesso, morti probabilmente di malaria.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>