Concattedrale di Acquaviva delle Fonti

La concattedrale di Sant’Eustachio è stata costruita nel XII secolo in stile rinascimentale.

La facciata principale a cuspide, tripartita da lesene e divisa in due ordini (il primo è corinzio, il secondo dorico), è nell’insieme di stile rinascimentale, ma conserva elementi di stile romanico pugliese appartenenti alla costruzione originaria. Questi sono: il magnifico rosone, che si apre nella parte superiore della facciata, e i due capitelli posti sulla pavimentazione del sagrato a sostegno delle basi su cui poggiano i leoni (anch’essi di vaga impronta romanica), che a loro volta sostengono le colonne inquadranti il portale maggiore.

L’interno, con pianta a croce latina, è suddiviso in tre navate con copertura a volta.

L’altare maggiore, risalente al XVI secolo, è dedicato alla Vergine di Costantinopoli. Le tele ad olio, che ornavano la chiesa primitiva, durante i lavori di ricostruzione furono donate alle chiese di San Domenico, di Santa Maria Maggiore, Sant’Agostino e Santa Maria della Libera. L’organo monumentale fu donato alla chiesa dal vescovo Tommaso Cirielli. Il palco su cui è adagiato l’organo, in legno pregiato e finemente lavorato, fu realizzato dallo scultore acquavivese Michele Losito.

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