Cattedrale, Andria

La cattedrale fu fatta costruire da Goffredo d’Altavilla, signore di Andria, tra la fine dell’XI secolo e l’inizio del XII secolo su una precedente chiesa ed è dedicata a san Pietro. Nel 1063 il duomo fu ingrandito e furono aggiunte tre navate comunicanti tramite dodici pilastri con archi a tutto sesto tipici del romanico pugliese.

La facciata, progettata dall’architetto Federico Santacroce, fu realizzata, nella sua parte inferiore, nel 1844; la parte superiore fu ultimata nel Novecento sul modello romanico con rosone e monofore.

Il campanile che affianca l’edificio è frutto di due successive realizzazioni: esso sorge su una torre di epoca longobarda (VIII secolo), rimaneggiata dai Normanni.

L’interno della cattedrale è a tre navate con transetto (ove è una pregevole copertura lignea) e dieci cappelle laterali, cinque per lato, riaperte dopo i restauri del 2008. Oltre a queste, vi sono altre due cappelle. La prima è collocata nel transetto di sinistra, ed è chiamata popolarmente “il cappellone”: è la cappella dedicata al santo patrono della città, san Riccardo, costruita verso la fine del XV secolo. Nell’arco della cappella e nei pilastri che lo sorreggono sono sedici formelle e dieci bassorilievi in pietra locale, che ricordano miracoli attribuiti al santo ed episodi della sua vita. Sulla destra del presbiterio vi è un’altra cappella, dedicata alla “sacra spina”, una spina della corona di Gesù donata alla cattedrale da Beatrice d’Angiò nel giorno del suo matrimonio con il duca Beltrando del Balzo.

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