Saline di Margherita di Savoia

La salina di Margherita di Savoia è la salina più grande d’Italia, si trova su una pianura del Tavoliere delle Puglie, che si affaccia sul mare Adriatico.

In principio era il lago Salpi, un bacino costiero formato da acque salmastre e paludose che dava il nome all’antica Salapia, città lagunare Dauna.
Già nelle cartografie medievali, nella parte meridionale del lago, si evince la presenza delle saline che assicuravano il prezioso minerale a partire dai primi secoli d. C.
Qui l’imperatore Federico II, incantato dalla vita delle paludi, trascorreva le sue giornate di caccia con il falco, annotando le prime osservazioni ornitologiche giunte fino a noi attraverso l’opera “De arte venandi cum avibus”.
A cavallo del 1900 andò via via completandosi la trasformazione del bacino, attraverso opere di bonifica già iniziate dai Borboni, rendendo così la zona umida come oggi la conosciamo: una distesa di acque più o meno salmastre, di profondità variabile, interrotte da argini e isolotti affioranti ricoperti da vegetazione alofila (resistente alla salinità).

Le vasche evaporanti della Salina hanno superfici e forme variabili in dipendenza dell’andamento altimetrico del terreno. Le vasche salanti pur conservando la variabilità nelle superfici sono invece perfettamente regolari nella forma per esigenze di raccolta. La natura del terreno è per la massima parte argilloso e presenta un elevato grado di impermeabilità.

La fauna è spiccatamente ornitica, anche se non è da trascurare la presenza ittica, memoria di quando alcune vasche erano adibite all’allevamento del pesce e la presenza di pipistrelli, attirati nell’area dall’abbondante presenza di insetti.

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