Castello svevo, Oria

Il castello subì numerose modifiche in età federiciana (1225-1227), al punto che generalmente viene denominato “castello svevo”; alcune fonti locali vogliono che lo stesso Stupor mundi edificò il castello, in realtà è più realistico pensare che Federico II lo ampliò e lo modificò. Altre importanti modifiche furono effettuate nel periodo angioino a cui vanno riferite le torri cilindriche dette “del Salto” e del “Cavaliere”.

L’originario mastio normanno-svevo fu pesantemente riadattato, come d’altronde tutta la struttura, anche nel corso del XV-XVI secolo adattandolo alle nuove esigenze difensive, nate con l’adozione delle armi da fuoco, e dotandolo quindi di numerose cannoniere in parte ancora oggi visibili. Infine è stato oggetto di integrazioni, restauri e ricostruzioni tra Ottocento e Novecento: nel 1897 il castello fu devastato dal ciclone che investì la città di Oria.

Il castello fu anche luogo accogliente per re, principi e cavalieri; oltre agli invitati al matrimonio di Federico II, ricordiamo che vi sostarono la regina Maria d’Enghien, il suo sposo Ladislao re di Napoli, la principessa Isabella di Chiaromonte e il re Ferrante d’Aragona.

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