Castel Pagano o Castelsaraceno, San Marco in Lamis

Ubicato su di uno sperone del Gargano a 545 metri di altitudine, a Sud-Ovest del promontorio del Gargano nel comune di Apricena, il castello, di cui rimangono poche rovine, faceva parte di un borgo la cui origine è incerta. La posizione elevata, ottima all’epoca per controllare il territorio sottostante, gli permette una vista stupenda verso il Gargano ed i monti del Molise da una parte e su tutto il Tavoliere dall’altra.

Alla storia molto spesso si lega la leggenda, e di leggende ve ne sono ben tre. La prima riguarda la già citata apparizione della Madonna al cieco nato, Leonardo Di Falco.

La seconda racconta di una fantastica battaglia tra il maligno e l’Arcangelo Michele che si tenne nella valle di Stignano. Naturalmente l’Arcangelo sconfisse il maligno che aveva prese le sembianze di un gigantesco serpente. Del maligno serpente restarono due ossa, successivamente portate al Santuario di Stignano.

La terza, invece, assume più l’aspetto di una storia fiabesca. Questa racconta di un principe saraceno di Castelpagano che si era innamorato di una principessa che viveva su un castello situato sul Monte della Donna. La famiglia della fanciulla, che non voleva dare in sposa la propria figlia ad un saraceno, per ovviare all’inconveniente matrimonio escogitò uno stratagemma: finché il principe non avesse costruito un ponte fatto con pelli di animale che congiungesse il monte della Donna sino a Castelpagano non avrebbe avuto in sposa la fanciulla. Il principe si prodigò molto al fine di costruire il fatidico ponte ma ossessionato dall’enormità dell’opera impazzì. Tutto ciò, non ha nulla di fondato, anche se vi sono alcuni riscontri storici. Uno dei tanti è il fatto che nella zona ci fu davvero l’influenza dei saraceni, tanto che l’imperatore Federico II che militava in quelle zone aveva un corpo di guardia esclusivamente saracena. Invece il fatto più assurdo è che, come sappiamo, sul monte della Donna non vi è alcun castello, ma la leggenda ha un fondo di verità. Prima del monte vi è una piana rialzata chiamata Volta Pianezza dove apparentemente non si scorge nulla, ma invece su quel ripiano sorgeva una torre di avvistamento semicircolare ormai diroccata, di cui si scorge solo il perimetro murario.

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