Palazzo Marchesale, Botrugno

Nel corso del 1500 fu anche Chiesa Madre con il titolo dello Spirito Santo. Nella prima metà del 1700 fu ricostruita assumendo l’aspetto attuale. Comunemente indicato come palazzo Guarini, è stato “elevato dai Castriota nel Cinquecento e restaurato dai Guarini nel 1725″.
Soltanto nel 1651 i Maramonte vendettero ai Castriota la terra di Botrugno insieme “con suo castello.
Allo stato attuale, l’immobile comprende al piano terra un vasto cortile e un totale di 77 vani, tra cui cantine e depositi; il primo piano si compone di 46 vani, tra cui due grandi saloni oltre alle ampie terrazze che cingono il palazzo. La pietra leccese è l’elemento dominante sia nella struttura portante dell’ opera, che è in muratura massiccia, sia nella decorazione esterna: sagomati in pietra leccese sono i cornicioni di coronamento, i balconi, le balaustre e le cornici delle finestre.
Di pertinenza del palazzo è l’annessa cappella di Sant’Anna costruita intorno al 1690 dalla nobildonna Anna Carrafa.

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