Chiesa dell’Immacolata, Mottola

La chiesa dell’Immacolata, detta il convento, è un edificio religioso di Mottola.

Sulla parte orientale della collina si trovava già all’inizio del 1200 una cappella dedicata a Santa Maria della Vetera. La leggenda vuole che, intorno al 1200, San Francesco visitò il paese di Mottola e che, per l’occasione, i fedeli lo ospitarono presso questa chiesa. Una volta che il Santo lasciò il paese, i cittadini, ritornati sul posto dove aveva dormito, ritrovarono l’impronta del viso del Santo sulla pietra che era stata usata come cuscino.

Nel 1283 sul posto venne costruita la cappella maggiore di Santa Maria della Vetera, proprio di fianco al convento. La chiesa era a due navate strette e basse, con quattro altari laterali, fra cui uno dedicato a San Giorgio. Le pitture delle pareti laterali sono dell’XI secolo, mentre i resti dell’altare maggiore sono del XIII secolo[1]. In seguito alla devastazione di Mottola da parte dei francesi il cenobio e la chiesa furono abbandonati. Nel 1686 crollarono e furono ricostruiti dai frati. Il monastero ebbe un nuovo piano superiore e il tempio sacro, dedicato a San Francesco d’Assisi, risultò ad una sola navata e più alto. Nell’angolo a sud-est rimase una torretta circolare, alta circa 10 metri, eretta a difesa della città. La chiesa e il convento vennero tolti ai padri conventuali nel 1809. Il convento in seguito fu utilizzato come locale pubblico. La chiesa rimase chiusa fino al 1840, quando fu ripristinata e dedicata all’Immacolata. All’interno vi sono sei altari, dei quali uno consacrato a San Francesco d’Assisi.

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